“Voglio contribuire a rafforzare l’identità cattolica dall’ambito accademico”, dice questo giovane sacerdote dei Legionari di Cristo. Il P. Peter Mullan, LC, si è appena laureato presso la Università Abat Oliba di Barcellona. La tesi, di forte contenuto filosofico, si dedica a studiare il modo in cui percepiamo il mondo che ci circonda: “In filosofia, a partire da Kant, si mette in dubbio che conosciamo le cose; si argomenta con Cornelio Fabro, sulla base dell’esperimento scientifico a favore della teoria di Tommaso d’Aquino, che sì conosciamo le cose”, ci spiega il P. Peter. È statunitense, di Elkton, Maryland, ha 38 anni, e ci racconta di aver conosciuto il ECYD e i consacrati del Regnum Christi grazie a loro e ai Legionari di Cristo che visitavano la sua zona. Durante i due anni trascorsi a Barcellona ha continuato il suo lavoro pastorale con i giovani di Regnum Christi e di Effetá. La sua nuova destinazione: l’Università Anáhuac, in Messico, dove si concentrerà sull’assistenza pastorale alla comunità universitaria.
Non le ripeterò in questa domanda il titolo della tesi, ma può spiegarci il contenuto della sua ricerca?
P. Peter: La tesi si dedica a studiare il modo in cui percepiamo il mondo che ci circonda. In filosofia, a partire da Immanuel Kant, si mette in dubbio che conosciamo le cose; si argomenta con Cornelio Fabro, sulla base dell’esperimento scientifico a favore della teoria di Tommaso d’Aquino, che sì conosciamo le cose.
E come è nata l’idea della tesi?
Oggi prevale il relativismo, dove ognuno ha la propria versione e verità, all’interno della propria mente e incompatibile con gli altri. La tesi vuole dimostrare che sì possiamo conoscere le cose, che il più grande talento che Dio ci ha dato è la nostra capacità di conoscere, insieme alla nostra libertà.
In quanto tempo l’ha realizzata, e perché all’Università Abat Oliba CEU, a Barcellona?
Ho iniziato a distanza da gennaio 2018, ma in realtà è stato a settembre dello stesso anno quando sono venuto a Barcellona e ho potuto studiare a tempo pieno. Due anni in totale. Il P. Alain Contat, professore del nostro Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, è stato colui che mi ha motivato a studiare il dottorato e mi ha suggerito l’Università Abat Oliba per la sua serietà filosofica tomista.
Qual è il legame tra la sua tesi e la sua missione apostolica?
La mia esperienza è nel campo delle nostre università, e la tesi vuole contribuire sul tema della verità e della nostra capacità di conoscerla. Spero di poter avviare un dialogo con i nostri professori a livello accademico a partire da questa tesi. Voglio anche continuare a studiare il tema delle neuroscienze e il funzionamento del nostro cervello.
Qual è il suo rapporto con le neuroscienze? Ha studiato medicina, biotecnologie…?
Mi interessano le neuroscienze come campo di frontiera oggi nelle scienze, e l’incrocio tra le scienze empiriche, psicologiche e filosofiche. Non ho studiato medicina, ma sto imparando poco a poco. Sento che, come cattolici, è importante essere presenti in questo campo delle scienze, per completare la visione, poiché è molto facile ridurre lo studio alle neuroni del cervello e perdere di vista l’elemento non-materiale, ma reale presenza dell’anima umana.
Tornando alla tesi, come si presenta una tesi di dottorato in forma virtuale? Perché la commissione non era presente in sala di persona! Chi faceva parte della commissione?
La difesa è stata fatta tramite Black Board, ma ho approfittato della tecnologia installata all’Università per farla da lì. Era presente il segretario della commissione, il Dott. Enrique Martínez García, insieme al relatore della tesi, Martin F. Echavarria. Gli altri quattro membri della commissione si sono collegati tramite la piattaforma, senza alcun problema. Il presidente è stato il P. Jesús Villagrasa, LC, da Roma, e gli altri membri sono stati Leopoldo Prieto López (Universidad Francisco de Vitoria), Miquel Bastons Prat (Universitat Internacional de Catalunya) e Enrique Moros Claramunt (Universidad de Navarra).
È riuscito a conciliare la tesi con qualche attività apostolica a Barcellona?
Grazie a Dio sono riuscito ad avere un ministero completo, supportando la sezione dei giovani del Regnum Christi, con gruppi di Effetá, assistendo in una residenza per malati, e ovunque fosse necessario sostenere nel territorio.
Il P. Peter, la sua nuova destinazione è il Messico, a cosa si dedicherà lì? È collegato con la tesi?
Torno allo stesso lavoro che ho svolto nei tre anni prima di venire: direttore della Pastorale nella nostra Università Anáhuac Messico, campus nord. Mi occupo dell’evangelizzazione di 10.000 studenti e 3.500 amministrativi e docenti, attraverso messe, ritiri, apostolati e varie attività. Lavorerò in particolare con la Facoltà di Bioetica dell’Università, sui temi della neuroetica, oltre a dialogare con i docenti. Voglio contribuire a rafforzare l’identità cattolica dall’ambito accademico.













