Il P. Alberto Carrara è legionario di Cristo. È nato in Italia ed è dottore in Biotecnologia Medica presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Padova, Italia, professore di Antropologia Filosofica in istituzioni come l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e l’Università Europea di Roma. Il Vaticano ha riconosciuto il suo lavoro finora e, nel 2017, è stato nominato dal Papa Francesco Membro della Pontificia Accademia per la Vita. Le ricerche e il progetto del P. Alberto lo hanno portato a essere uno dei scienziati che parteciperà a un consorzio internazionale di mezzi di comunicazione cattolici, agenzie di informazione e ricercatori di fama mondiale. L’obiettivo è chiarire le informazioni e i dati che circolano attraverso i media sulle vaccinazioni contro il coronavirus e individuare quelle false. L’ufficio di comunicazione del Regnum Christi in Spagna ha potuto parlare con il P. Alberto Carrara, LC, e spiega in cosa consiste questo progetto e ha riconosciuto l’importanza di esso oggi: “Esiste un diritto a ricevere un’adeguata informazione per formarsi un giudizio personale sulla bontà dei vaccini disponibili”.
Come è entrato a far parte di questo progetto?
Collaboro da alcuni anni con Aleteia.it in qualità di Membro della Pontificia Accademia per la Vita, Direttore del Gruppo di Ricerca in Neurobioetica dell’Università Regina Apostolorum di Roma, Professore di Neuroetica presso la Facoltà di Psicologia dell’European University di Roma e Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani. Quando il consorzio guidato da Aleteia, in collaborazione con Verificat, agenzia dedicata alla verifica delle informazioni, e I Media, agenzia di notizie specializzata in informazioni sul Vaticano, hanno deciso di presentare a Google un progetto con l’obiettivo di aiutare a chiarire notizie false o confuse sulle vaccinazioni contro il COVID-19, invitandomi tra i 16 esperti internazionali del Comitato Scientifico.
È un grande onore e una responsabilità di fronte a milioni di persone. Come annunciato nel suo blog Google News Initiative il progetto costituisce uno dei 11 progetti, scelti tra 309 proposte provenienti da 74 paesi, dalla giuria imparziale del “Fondo contro la disinformazione sulle vaccinazioni contro il COVID-19”. Il progetto è aperto a tutti i mezzi di comunicazione cattolici, offrendo accesso libero ed esclusivo a informazioni verificate, così come la possibilità di consultare il parere degli esperti del Comitato Scientifico del Consorzio.
In cosa consiste questo progetto e qual è il suo obiettivo?
Si tratta di stabilire e rafforzare una vera rete cattolica mondiale di informazione, un consorzio internazionale di mezzi di comunicazione cattolici, agenzie di informazione e scienziati di fama mondiale che possano consigliare le comunità cristiane con l’obiettivo di aiutare a chiarire notizie false o confuse sulle vaccinazioni contro il COVID-19. Ad esempio, sui social network si pongono molte questioni scientifiche ed etiche, legate al carattere etico del processo di produzione dei vaccini, che richiedono di essere chiarite o spiegate da scienziati, bioeticisti e teologi.
Perché ritiene che sia importante?
È necessario leggere la stampa per rendersi conto della necessità di informazioni chiare, precise e obiettive, fondate su studi scientifici. Da un lato, c’è un “dovere morale” di vaccinarsi per rispettare non solo la propria vita, ma anche quella degli altri. Tuttavia, c’è anche un diritto a ricevere un’adeguata informazione per formarsi un giudizio personale sulla bontà dei vaccini disponibili. I giornalisti svolgono un ruolo fondamentale di supporto e verifica, basato sull’ascolto delle preoccupazioni del loro pubblico, offrendo un’informazione corretta su malintesi che circolano online e offline.
Qual è il suo ruolo concreto all’interno del progetto?
Il mio ruolo, come uno dei 16 membri del Comitato Scientifico, è offrire consulenza scientifica, bioetica e teologica ai giornalisti che richiedono questioni scientifiche ed etiche come, ad esempio, quelle legate al carattere etico del processo di produzione dei vaccini.
Puoi seguire il P. Alberto Carrara sul suo account di Twitter o su Facebook













