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«La sfida più grande per un principiante, l’esperienza personale di amore con Gesù Cristo»

Pubblicato il 22 Luglio, 2019
Notizie
«El mayor reto para un novicio, la experiencia personal de amor con Jesucristo»

Intervista al P. José Félix Medina, LC

Il candidancy dei Legionari di Cristo in Spagna si svolgerà quest’anno nel corso del mese di agosto e nella prima settimana di settembre nel noviziato di Madrid. Si tratta di un processo di discernimento vocazionale per quei giovani con una chiamata alla vita sacerdotale tra i Legionari di Cristo. Attualmente, tre ragazzi partecipano al corso di Pastorale Vocazionale diretto dal P. Miguel Segura, L.C, che è un corso preparatorio.

Dopo queste settimane, coloro che decidono di proseguire entreranno nel noviziato il 13 settembre. Per conoscere un po’ meglio in cosa consiste il noviziato, abbiamo parlato con il suo rettore e maestro dei novizi, il P. José Felix Medina, LC. Ci ha raccontato molte cose in questa lunga intervista, ma soprattutto che in un noviziato “si studia specificamente tutto ciò che riguarda la vita e la dottrina di Gesù Cristo, la spiritualità ecclesiale in generale e la spiritualità della congregazione stessa e del Regnum Christi”. E inoltre che il novizio cerca “una assimilazione matura e personale che arrivi a trasformare la mente e il cuore del giovane novizio. L’ideale è potersi trasformare gradualmente in ‘altro Cristo’ che porti al mondo il messaggio di amore e salvezza che si chiede al sacerdote”.

Padre, cominciamo dall’inizio… da dove viene la parola noviziato?

Viene dalla radice “nuovo”, “novità”, indicando colui che inizia un cammino o l’inizio di un nuovo periodo. Indica la persona che percorre i primi passi in una congregazione; include anche il luogo e il programma di iniziazione. Lo chiamiamo così nella vita religiosa della Chiesa per definire il periodo di discernimento vocazionale prima di pronunciare la prima professione religiosa. Pertanto, il focus centrale risiede nella vita di preghiera intensa e nell’Eucaristia, dove il novizio sviluppa il rapporto con il Signore.

«La sfida più grande per un novizio, l’esperienza personale di amore con Gesù Cristo»Allora, con questo approccio, cosa apporta il noviziato alla vita di un giovane?

Apporta una maggiore conoscenza personale in maturità e libertà, la scoperta matura e l’esperienza personale di Gesù Cristo. Contribuisce anche come aiuto per approfondire un carisma all’interno di una congregazione religiosa a cui ci si avvicina con ammirazione e sorpresa, mosso dallo Spirito Santo. È quindi un tempo ideale per conoscere ciò che è fondamentale di una vocazione di totale dedizione, e il periodo per essere conosciuto e accettato in una famiglia religiosa.

Chiariremo cos’è il discernimento, perché in realtà passiamo la vita discernendo, infatti tutta la vita del seminarista è discernimento…

Discernere è scoprire e decidere liberamente per un cammino o per l’impegno verso una persona. Ci sono discernimenti puntuali per scegliere una situazione particolare della vita; e ci sono discernimenti profondi che impegnano la vita per sempre, come il matrimonio, la vita religiosa, l’ordinazione sacerdotale. In fondo si opta fondamentalmente per Dio secondo la Sua Volontà manifestata attraverso segnali, preghiera e il accompagnamento di persone esperte.

Se così stanno le cose, il novizio si confronta con grandi sfide… quali sono in questa fase?

Prima di tutto, in questa fase iniziale della vita legionaria, la sfida più grande per il novizio consiste nel raggiungere un’esperienza personale di amore e intimità con Gesù Cristo per ascoltare la Sua chiamata e rispondere con generosità. Il novizio si confronta anche con la sfida di conoscersi a fondo, le proprie qualità e limitazioni. E il compito di scoprire il carisma e la spiritualità della congregazione dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi. Per questi scopi disponiamo di tre mezzi fondamentali: il Vangelo, l’Eucaristia e la croce abbracciata per amore.

Quell’esperienza di Gesù Cristo, si vede che la hanno anche all’ingresso del noviziato “Christus vita vestra”…

Efficacemente, è il motto del Noviziato che ci ricorda che Cristo deve essere la nostra vita, che la nostra spiritualità è cristocentrica fin dal primo momento, e che bisogna rivestirsi del Signore, l’uomo nuovo, lasciando alle spalle altri modelli che non sono compatibili con colui che ha detto di essere il “Cammino, la Verità e la Vita”.

C’è un dato che attira l’attenzione delle persone: perché due anni?

La Legione di Cristo è una congregazione dove si cerca di unire la contemplazione profonda e l’apostolato evangelizzatore. Per la fase iniziale del noviziato riteniamo che due anni siano necessari per l’enorme compito di immergersi nella vita interiore, nella spiritualità, nell’apertura del cuore all’Amore di Dio, nella conoscenza profonda della Chiesa, della congregazione dei Legionari di Cristo, della vita fraterna e della spiritualità propria. Perché si tratta di mettere fondamenta solide per sostenere ciò che sarà il resto della vita religiosa. D’altro canto, un discernimento maturo e serio richiede tempo e non si può affrettare.

Vorrei parlare della famiglia: qual è il suo ruolo nel processo di discernimento vocazionale di suo figlio?

La famiglia è un elemento chiave perché sostiene, supporta, prega, visita e accompagna con affetto e fede il novizio nel suo discernimento vocazionale. Soprattutto, quell’aiuto e collaborazione affettiva e spirituale è molto utile nei primi anni. È vero che nel seguire Cristo si affronta la separazione dalla famiglia, ma anche durante il noviziato si apprezzano le visite, le chiamate su Skype, le celebrazioni comuni, la vicinanza dei cari… ecc. A volte la famiglia non è molto favorevole all’inizio del processo, ma poco a poco si convince che la felicità dei figli deve prevalere e che bisogna sostenere in loro la scelta divina che beneficia anche i parenti stretti.

Questa relazione si è evoluta da tempo…

Nella Chiesa ci sono cambiamenti e aggiustamenti secondo i segni dei tempi, conformemente alla giusta adattamento del Concilio Vaticano II, e secondo la rinnovazione della vita religiosa nei Legionari di Cristo. Decenni fa, il noviziato era più separato dalla famiglia e ritirato dal mondo. Oggi si promuove di più il rapporto con la famiglia, l’apostolato tra i giovani, le uscite apostoliche nelle scuole e nelle parrocchie per dare catechesi e offrire una testimonianza coraggiosa della propria vocazione. Si studiano temi di attualità, si seguono le principali notizie ecclesiali, si ha un uso moderato di internet, si cerca la maturità affettivo-sexuale dei novizi, ecc.

Già ne abbiamo parlato qualche volta su LomásRC, ma ci racconti come dovrebbe essere l’ambiente di un noviziato

Un ambiente di raccoglimento, silenzio e preghiera, che favorisca la vita interiore, lo studio della propria spiritualità, la calma dell’anima e la separazione dal mondo per poter discernere una vocazione di dedizione al Signore senza rumori o interferenze.

Deve essere anche un ambiente di vita fraterna in comunità, di unione, gioia e carità tra i fratelli, che abbia come centro la celebrazione eucaristica e l’adorazione davanti al Santissimo nell cappella.

Per tutto ciò è anche necessario un tempo e uno spazio di svago, la pratica dello sport, il nuoto e la ginnastica, includendo il lavoro fisico quotidiano nelle faccende di casa per rendere pratico quell’adagio latino: mens sana in corpore sano.

Padre, per nutrire questa mens sana, cosa studiano i novizi?

Si studia specificamente tutto ciò che riguarda la vita e la dottrina di Gesù Cristo, la spiritualità ecclesiale in generale e la spiritualità della congregazione stessa e del Regnum Christi. Si cerca un’assimilazione matura e personale che arrivi a trasformare la mente e il cuore del giovane novizio. L’ideale è potersi trasformare gradualmente in “altro Cristo” che porti al mondo il messaggio di amore e salvezza che si chiede al sacerdote.

E a quel “altro Cristo”, come si arriva?

La cosa più importante è che per essere “altro Cristo” si arriva grazie all’azione della grazia di Dio. Unicamente. Da parte nostra, i novizi seguono corsi di Cristologia e Nuovo Testamento, per immergersi nella persona, dottrina e vita del Nostro Signore. Catechismo e dottrina della Chiesa, per gettare le basi di una sana teologia che si svilupperà in un prossimo futuro. Spiritualità e carisma propri della Congregazione e del Movimento Regnum Christi per conoscere a fondo e vivere la chiamata al sacerdozio tra i Legionari di Cristo. Trattati di vita spirituale, consacrazione religiosa, i voti e le virtù cristiane, la vita di preghiera e i mezzi di santificazione. Latino e greco per essere capaci di leggere e comprendere testi sacri della Bibbia e dei Padri della Chiesa. Inglese, come veicolo di apostolato e di preparazione alla missione in un mondo globalizzato e internazionale. Liturgia, vita sacramentale, tecniche di comunicazione e dinamiche di apostolato, per vivere la pienezza della propria vocazione e adattarsi al mondo attuale.

Essi ricevono anche corsi di maturità affettivo-sexuale, di formazione dei sentimenti per sviluppare la propria identità e vocazione sacerdotale in un mondo ferito e bisognoso di forza e convinzione.

Cos’altro si impara in un noviziato?

Si impara a pregare, a cantare, a vivere in comunità, a praticare mestieri e lavori domestici, a suonare strumenti, a condurre gruppi di bambini e giovani in catechesi, a essere educati e corretti nelle forme esterne, a praticare vari sport… ecc. Tutto ciò corrisponde al modello di cavaliere e uomo retto che si conquista come base dell’uomo santo che Dio forgia in ciascuno di noi.

Si impara a vivere in austerità; a praticare l’obbedienza con gioia e prontezza; si impara ad amare i fratelli disinteressatamente e di cuore, a servire i poveri e i bisognosi, a prescindere dal proprio gusto a favore degli altri… Si impara a vivere il continuo dono di sé a favore dei fratelli, con gioia ed entusiasmo, come farebbe lo stesso Gesù.

Quale ruolo gioca la preghiera nella vita di un novizio? Si impara a pregare, a parlare con Dio? O si arriva già imparati?

È l’attività più importante del noviziato. Se non c’è preghiera né dialogo con Dio si cade nel vuoto e nell’autoreferenzialità. Hanno preghiere vocali in comunità e momenti di meditazione personalizzata sia nella propria stanza che in cappella.

Il noviziato è il momento migliore per imparare a parlare con Dio, ascoltare la Sua voce nella Scrittura o da soli con l’Amato, seguendo vari metodi che l’istruttore spiega ai fratelli: la lectio divina, la lettura della Parola di Dio, la meditazione discorsivo-affettiva, la contemplazione, la preghiera di supplica, la preghiera liturgica… Alcuni arrivano con piccole esperienze pregresse, ma si impara a pregare a fondo nel noviziato; deve essere il fondamento vitale che li accompagni durante il resto delle loro vite.

Nell’ambito della pratica della preghiera, è opportuno imparare l’interpretazione dei segnali del Signore, la Sua voce interiore, l’ascolto della Sua Volontà divina e l’arte di discernere le Sue chiamate e inviti attraverso le luci e le mozioni interiori. In questo modo si cresce nella vita spirituale e si sviluppa una spiritualità solida e oggettiva che li libera dal va e vieni dei sentimenti soggettivi.

Padre, data la fase così speciale in cui si trovano i novizi, quali pratiche di preghiera caratterizzano la loro vita?

Prima di tutto la meditazione personale come attività quotidiana di contatto e dialogo personale con Dio, attraverso un metodo discorsivo-affettivo che favorisce la crescita spirituale e l’esperienza intima con il Signore.

Hanno anche preghiere vocali all’inizio della mattina, a mezzogiorno, a metà pomeriggio e di sera con la recita delle Compline. Durante il giorno recitano il rosario, mezz’ora di adorazione davanti al Santissimo, quindici minuti di lettura spirituale e mezz’ora di preghiera vespertina con testi della nostra spiritualità.

Per concludere e dato che lei è il maestro dei novizi… Consigliaci un libro importante per un novizio e anche per un laico!

La pace interiore del P. Jacques Philippe, La teologia della perfezione cristiana del P. Royo Marín, Trattato di ascetica e mistica di Tanquerey, La vita nel Signore di Cristo, del P. Raniero Cantalamessa.

Fonte: Lo+RC

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