Si è concluso il 27 febbraio il Capitolo Generale 2026 dei Legionari di Cristo, vissuto a Roma come un autentico tempo di grazia, ascolto e rinnovamento. Dopo settimane intense di lavoro, preghiera e discernimento comunitario, la Congregazione guarda al futuro con speranza, rinnovando il proprio impegno di servizio alla Chiesa.
Nell’omelia della Messa di chiusura, il P. Carlos Alberto Gutiérrez López, L.C., direttore generale, ha sintetizzato così l’esperienza vissuta: giorni di “intenso lavoro, molte benedizioni e molta luce”, nei quali si è potuta toccare con mano la ricchezza dei fratelli legionari, ciascuno dei quali ha offerto il proprio contributo per costruire insieme il Capitolo.
Un cammino di ascolto e discernimento
I 60 padri capitolari, provenienti da diversi Paesi e realtà apostoliche, hanno lavorato secondo un metodo sinodale fondato sull’ascolto reciproco, il dialogo sereno e il discernimento condiviso. In un clima di preghiera, fraternità e comunione ecclesiale, hanno cercato insieme la volontà di Dio per la vita e la missione della Congregazione nei prossimi anni.
Tra i temi affrontati: l’autorità e l’obbedienza, la vita fraterna, la fedeltà al carisma, la missione apostolica nel Regnum Christi e nelle diocesi, la formazione integrale, la promozione vocazionale e il rafforzamento di una cultura istituzionale di cura, giustizia e prevenzione, sempre al servizio delle persone e in comunione con la Chiesa.
L’elezione del nuovo governo generale
Momento centrale del Capitolo è stata, il 4 febbraio, l’elezione del nuovo direttore generale: il P. Carlos Alberto Gutiérrez López, L.C., che guiderà la Congregazione per il sessennio 2026–2032. Nei giorni successivi sono stati eletti anche i consiglieri generali e l’amministratore generale, completando così il nuovo governo chiamato ad animare e guidare la Legione con spirito di servizio e corresponsabilità.
In comunione con la Chiesa
Il Capitolo è stato vissuto in profonda comunione ecclesiale. Il 2 febbraio i padri capitolari hanno partecipato alla Santa Messa presieduta da Papa Leone XIV nella Basilica di San Pietro, in occasione della Giornata Mondiale della Vita Consacrata.
Particolarmente significativo è stato poi l’incontro in udienza privata con il Santo Padre nel Palazzo Apostolico, durante il quale il Papa ha incoraggiato a mettere sempre Cristo al centro della vita personale, comunitaria e apostolica, ricordando che il carisma ricevuto è un dono da custodire e servire.
I padri capitolari sono stati accompagnati anche dal Cardinale Fernando Vérgez, L.C., e da Mons. Brian Farrell, L.C., segno di fraternità e vicinanza.
Dolore e speranza
Durante il Capitolo, la Congregazione ha vissuto anche momenti di lutto per la scomparsa di Mons. Pedro Pablo Elizondo, L.C., del P. José Antonio Barco, L.C., e del P. Héctor Galván, L.C. Il loro esempio di dedizione sacerdotale è stato ricordato con gratitudine, nella speranza cristiana della risurrezione.
Uno sguardo al futuro
Nelle parole conclusive, il P. Carlos Gutiérrez ha sottolineato l’unità e la semplicità vissute tra i fratelli, pur nella diversità di opinioni, grazie a un autentico processo di dialogo e ascolto reciproco. Ha invitato a guardare alla storia con onestà – senza negare il dolore né restarne prigionieri – e a chiedere a Cristo “un cuore nuovo, una comunione più vera, un’identità più umile e più ardente”.
Sostenuti dalla preghiera, dalla fraternità e dall’Eucaristia quotidiana, i Legionari di Cristo iniziano così una nuova tappa del loro cammino, con il desiderio di conoscere, amare e seguire più da vicino Gesù Cristo, per renderlo presente nel cuore delle persone e nella società.
Nei prossimi giorni sarà pubblicato il Comunicato Capitolare 2026, con le principali conclusioni e le linee di governo per il prossimo sessennio.
Affidiamo questa nuova fase alla Vergine Addolorata, perché accompagni la Congregazione in un rinnovato slancio di fedeltà, trasparenza e spirito missionario.
Per più informazioni:
P. Gonzalo Monzón, LC
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