Sala Stampa      Ambienti Sicuri      Regnum Christi

     
IT

Italia

IT

Italia

ES

Spagnolo

US

Inglese

US

Brasile

  • Chi siamo
    • Spiritualità
    • Storia
    • Statistiche
    • Regnum Christi
  • Dove siamo
    • Territori e Delegazioni
    • Paesi di missione
  • Governo
    • Direttore generale
    • Consiglio generale
    • Ufficiali superiori
    • Departimenti
    • Capitolo generale
  • Apostolati
  • Essere Legionari
    • Discernimento vocazionale
    • Centri vocazionali
    • Fasi di formazione
    • Ordinazioni Sacerdotali
    • Contatto vocazionale
  • Notizie
    • Notizie Italia
    • Legionari
    • Chiesa
    • Santo Padre
  • Risorse
    • Biblioteca legionaria
  • Contatto
Notizie

“No siamo soli, lei va con noi” – Papa Francesco alla Villa di Guadalupe

Pubblicato il 14 Febbraio, 2016
Notizie, Santo Padre

“Con lei e in lei, Dio si fa fratello e compagno di cammino, porta con noi le croci per non essere schiacciati dai nostri dolori”, lo ha detto Papa Francesco nella sua omelia durante la Messa celebrata nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe.

Al termine della prima giornata della sua Visita Apostolica in Messico, il Santo Padre ha celebrato l’Eucaristia insieme a migliaia di fedeli riuniti nel più grande Santuario Mariano di questo paese e del mondo. Nella sua omelia il Pontefice ha ricordato che “la Vergine Maria è e sarà sempre riconosciuta come la donna del sì, un sì di consegna a Dio e, nello stesso momento, un sì di consegna ai suoi fratelli. È il sì che l’ha messa in movimento per dare il meglio di sé andando in cammino verso gli altri”.

“Così come si è fatta presente al piccolo Juanito, allo stesso modo si continua a farsi presente a tutti noi”, ha detto il Papa, “specialmente a coloro che come lui sentono di non valere nulla. Questa scelta particolare, diciamo preferenziale, non è stata contro nessuno ma a favore di tutti”.

Per questo, ha affermato il Vescovo di Roma, “Dio ha risvegliato e risveglia la speranza dei piccoli, dei sofferenti, degli sfollati e degli scartati, di tutti coloro che sentono di non avere un posto dignitoso in queste terre”. È necessario costruire il Santuario di Dio, e questo Santuario, ha indicato il Papa, è la vita dei suoi figli, di tutti e in tutte le loro condizioni, soprattutto dei giovani senza futuro esposti a un’infinità di situazioni dolorose, rischiose, e degli anziani senza riconoscimento, dimenticati in tanti angoli.

Per questo, un po’ di silenzio può farci bene, ha detto il Papa, e “guardarla, guardarla molto e con calma. E in questo stare a guardarla, ascoltare ancora una volta che ci dice: ‘Cosa c’è figlio mio il più piccolo?’, ‘Cosa rattrista il tuo cuore?’, ‘Non sono io qui, io che ho l’onore di essere tua madre?’”.

Testo e audio completo dell’omelia di Papa Francesco

http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00517196.mp3

Ascoltiamo come Maria è andata incontro alla cugina Isabel. Senza ritardi, senza dubbi, senza lentezza, accompagnerà la sua parente che era negli ultimi mesi di gravidanza.

L’incontro con l’angelo non ha fermato Maria, perché non si è sentita privilegiata, né che dovesse allontanarsi dalla vita dei suoi cari. Al contrario, ha riacceso e messo in movimento un atteggiamento per cui Maria è e sarà sempre riconosciuta come la donna del «sì», un sì di consegna a Dio e, nello stesso momento, un sì di consegna ai suoi fratelli. È il sì che l’ha messa in movimento per dare il meglio di sé andando in cammino verso gli altri.

Ascoltare questa scena evangelica e in questa casa ha un sapore speciale. Maria, la donna del sì, ha anche voluto visitare gli abitanti di queste terre d’America nella persona del nativo san Juan Diego. E così come si mosse per le vie di Giudea e Galilea, allo stesso modo camminò verso il Tepeyac, con i suoi abiti, usando la sua lingua, per servire questa grande Nazione. E così come ha accompagnato la gestazione di Isabel, ha accompagnato e accompagna la gestazione di questa benedetta terra messicana. Così come si è fatta presente al piccolo Juanito, allo stesso modo si continua a farsi presente a tutti noi; specialmente a coloro che come lui sentono «di non valere nulla» (cf. Nican Mopohua, 55). Questa scelta particolare, diciamo preferenziale, non è stata contro nessuno ma a favore di tutti. Il piccolo indio Juan, che si chiamava così stesso come «mecapal, cacaxtle, coda, ala, cioè soggetto a carico altrui» (cf. ibid., 55), diventava «l’ambasciatore, molto degno di fiducia».

In quell’alba di dicembre del 1531 si verificava il primo miracolo che poi sarà la memoria viva di tutto ciò che questo Santuario custodisce. In quell’alba, in quell’incontro, Dio ha risvegliato la speranza del suo figlio Juan, la speranza di un Popolo. In quell’alba Dio ha risvegliato e risveglia la speranza dei piccoli, dei sofferenti, degli sfollati e degli scartati, di tutti coloro che sentono di non avere un posto dignitoso in queste terre. In quell’alba, Dio si è avvicinato e si avvicina al cuore sofferente ma resistente di tante madri, padri, nonni che hanno visto partire, perdere o addirittura essere criminalmente strappati ai loro figli.

In quell’alba, Juancito sperimenta nella propria vita cosa sia la speranza, cosa sia la misericordia di Dio. È stato scelto per supervisionare, curare, custodire e promuovere la costruzione di questo Santuario. In molte occasioni ha detto alla Vergine che lui non era la persona adatta, anzi, se voleva portare avanti quell’opera doveva scegliere altri perché lui non era istruito, colto o appartenente al gruppo di chi poteva farlo. Maria, ostinata — con l’ostinazione che nasce dal cuore misericordioso del Padre — gli dice: no, che lui sarebbe stato il suo ambasciatore.

Così riesce a risvegliare qualcosa che lui non sapeva esprimere, una vera bandiera d’amore e di giustizia: nella costruzione di quell’altro santuario, quello della vita, delle nostre comunità, società e culture, nessuno può restare fuori. Siamo tutti necessari, soprattutto quelli che di solito non contano perché non sono all’«altezza delle circostanze» o perché non «aportano il capitale necessario» per la costruzione stessa. Il Santuario di Dio è la vita dei suoi figli, di tutti e in tutte le loro condizioni, soprattutto dei giovani senza futuro esposti a un’infinità di situazioni dolorose, rischiose, e degli anziani senza riconoscimento, dimenticati in tanti angoli. Il santuario di Dio sono le nostre famiglie che hanno bisogno dei minimi necessari per potersi costruire e rialzarsi. Il santuario di Dio è il volto di tanti che escono sui nostri cammini…

Venendo a questo Santuario ci può succedere come a Juan Diego. Guardare alla Madre dai nostri dolori, paure, disperazioni, tristezze e dirle: «Madre, cosa posso contribuire io se non sono un colto?». Guardiamo alla madre con occhi che dicono: sono tante le situazioni che ci tolgono la forza, che fanno sentire che non c’è spazio per la speranza, per il cambiamento, per la trasformazione.

Per questo credo che oggi ci farà bene un po’ di silenzio, e guardarla, guardarla molto e con calma, e dirle come fece quell’altro figlio che la amava molto:

«Guardarti semplicemente, Madre,
lasciare aperta solo la vista;
guardarti tutta senza dirti nulla,
dirti tutto, muto e reverente.

Non disturbare il vento sulla tua fronte;
solo cullare la mia solitudine violata,
nei tuoi occhi di Madre innamorata
e nel tuo nido di terra trasparente.

Le ore si abbassano; scossi,
mordono gli uomini stolti la spazzatura
della vita e della morte, con i loro rumori.

Guardarti, Madre; contemplarti appena,
il cuore silenzioso nella tua tenerezza,
nel tuo casto silenzio di gigli».

(Himno litúrgico)

E in silenzio, e in questo stare a guardarla, ascoltare ancora una volta che ci dice: «Cosa c’è figlio mio il più piccolo?», «Cosa rattrista il tuo cuore?» (cf. Nican Mopohua, 107.118). «Non sono io qui, io che ho l’onore di essere tua madre?» (ibid., 119).

Lei ci dice di avere l’«onore» di essere nostra madre. Questo ci dà la certezza che le lacrime di chi soffre non sono sterili. Sono una preghiera silenziosa che sale fino al cielo e che in Maria trova sempre posto nel suo manto. In lei e con lei, Dio si fa fratello e compagno di cammino, porta con noi le croci per non essere schiacciati dai nostri dolori.

Non sono io tua madre? Non sono qui? Non lasciarti vincere dai tuoi dolori, tristezze, ci dice. Oggi ancora una volta ci rimanda come Juancito; oggi ancora una volta ci dice, sii il mio ambasciatore, sii il mio inviato a costruire tanti e nuovi santuari, accompagnare tante vite, consolare tante lacrime. Cammina semplicemente per le vie del tuo quartiere, della tua comunità, della tua parrocchia come mio ambasciatore, mia ambasciatrice; costruisci santuari condividendo la gioia di sapere che non siamo soli, che lei va con noi. Sii il mio ambasciatore, ci dice, dando da mangiare allo affamato, dando da bere a chi ha sete, dando spazio al bisognoso, vestendo il nudo e visitando il malato. Soccorri chi è in prigione, non lasciarlo solo, perdona chi ti ha ferito, consola chi è triste, sii paziente con gli altri e, soprattutto, prega e implora il nostro Dio, e in silenzio gli dici quello che ti viene dal cuore.

Non sono io tua madre? Non sono qui? ci ripete Maria. Vai a costruire il mio santuario, aiutami a sollevare la vita dei miei figli, che sono i tuoi fratelli.

Fonte: news.va

Condividi

Entrata precedente
¡Papa Francesco, il Messico lo accoglie con affetto!
Entrata successiva
«Dimmi come preghi e ti dirò come vivi, dimmi come vivi e ti dirò come preghi»
Altre notizie
Yiós arriva in Italia: una proposta di giovani per i giovani

Yiós arriva in Italia: una proposta di giovani per i giovani

7 Settembre, 2026
Missioni in Messico: un fuoco nuovo nel cuore dei giovani

Missioni in Messico: un fuoco nuovo nel cuore dei giovani

7 Settembre, 2026
Missioni in Costa d’Avorio: un’esperienza di vita in Africa

Missioni in Costa d’Avorio: un’esperienza di vita in Africa

7 Settembre, 2026
Discernimento vocazionale nel Noviziato Europeo Un cammino che guarda all’Europa

Discernimento vocazionale nel Noviziato Europeo: Un cammino che guarda all’Europa

7 Settembre, 2026
Un cammino umano e spirituale di pienezza e discernimento di vita

Homo Novus: Un cammino umano e spirituale di pienezza e discernimento di vita

7 Settembre, 2026
Consacrazione a Maria Oltre 500 partecipanti al percorso online di consacrazione alla Madonna

Consacrazione a Maria: Oltre 500 partecipanti al percorso online di consacrazione alla Madonna

7 Settembre, 2026
Il carcere quale monastero sfigurato: Nuovo libro a cura di P. Gonzalo Monzón, LC

Il carcere quale monastero sfigurato: Nuovo libro a cura di P. Gonzalo Monzón, LC

17 Giugno, 2026
Rinnovamento Matrimoniale: Riscoprire il matrimonio come vocazione e missione

Rinnovamento Matrimoniale: Riscoprire il matrimonio come vocazione e missione

17 Giugno, 2026
Nasce YIÓS Italia: Aperte le iscrizioni al primo YIÓS Weekend

Nasce YIÓS Italia: Aperte le iscrizioni al primo YIÓS Weekend

17 Giugno, 2026
Percorsi DiVini: Un calice di vino diventa occasione di incontro, fede e crescita umana

Percorsi DiVini: Un calice di vino diventa occasione di incontro, fede e crescita umana

17 Giugno, 2026
Prima enciclica di Papa Leone XIV: Magnifica Humanitas: “Custodire una magnifica umanità abitata da Dio”

Prima enciclica di Papa Leone XIV: Magnifica Humanitas: “Custodire una magnifica umanità abitata da Dio”

28 Maggio, 2026
Riunione dei superiori locali con il Direttore Territoriale e il suo Consiglio al CILC di Roma

Riunione dei superiori locali con il Direttore Territoriale e il suo Consiglio al CILC di Roma

28 Maggio, 2026

La Congregazione dei Legionari di Cristo è un istituto religioso clericale di diritto pontificio, composto da sacerdoti e candidati al sacerdozio. Appartiene costitutivamente al Regnum Christi, famiglia spirituale e corpo apostolico.

Direzione Generale

Via Aurelia 677, 00165 Roma, Italia
8:00 am – 16:30 pm
+39 06 88961

Link utili

Regnum Christi
Consacrate del Regnum Christi
Consacrati del Regnum Christi

Tutti i diritti riservati 2025 © Legionari di Cristo

Politica sulla Privacy

Facebook
X
Instagram
WhatsApp
TikTok
Telegram
YouTube
Flickr
Titolo
Titolo
Questo sito web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Se continui a usare questo sito, accetti il loro utilizzo. Politica sulla privacy