La comunità di Filosofia dei legionari di Cristo a Roma ha dedicato alcuni giorni ad approfondire la vocazione dei laici nella Chiesa, chiamati alla santità e alla missione, come risposta a uno degli obiettivi formativi della tappa: approfondire l’identificazione con il carisma apostolico del Regnum Christi.
Mary Patt Pirie, consacrata del Regnum Christi, ha guidato la giornata, che ha visto la partecipazione di María José Chávez, consacrata del Regnum Christi, e di vari ospiti che si sono collegati virtualmente da diversi luoghi.
Dopo aver offerto una conferenza introduttiva, con le linee fondamentali sul tema, e un tempo di studio e riflessione personale, si è tenuto un tavolo rotondo, guidato dal P. Juan José Pérez-Soba, sacerdote diocesano di Madrid e professore di pastorale familiare presso l’Istituto Teologico Pontificio Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia a Roma; nel tavolo rotondo, sei laici hanno condiviso la loro testimonianza di vita cristiana e del loro apostolato in vari ambiti della vita ecclesiale, familiare, sociale e culturale, sia come madri e accademici, padri di famiglia e imprenditori, giovani universitari o volontari sociali. Uomini e donne di diverse età e provenienze hanno spiegato come percepiscono la propria vocazione nella Chiesa e come si vedono camminare accanto ai sacerdoti, religiosi e consacrati nella ricerca della santità.
Il secondo giorno si è tenuta una conferenza con Daniela Leggio, Capo Sezione della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, e una coppia di sposi spagnoli. L’approccio di questa conferenza è stato sulla vocazione all’amore, rappresentata in due espressioni: il celibato e il matrimonio.
Questi incontri hanno rinnovato nei religiosi in studi di Filosofia il desiderio di continuare a prepararsi per la fase successiva di formazione, le pratiche apostoliche, nelle quali avranno l’opportunità di sperimentare in prima persona la collaborazione con i laici nella missione del Regnum Christi.
«È stata un’esperienza molto positiva per approfondire questa vocazione alla vita, alla vita divina, alla vita di grazia che si sviluppa in ogni credente. Mi ha fatto anche apprezzare il ruolo dei laici nella società e con esempi molto vivi, poiché abbiamo avuto contatto con alcuni laici sparsi nel mondo. È stato bello contemplare come Dio vive in queste persone, e realizza realmente cambiamenti a favore di una società basata sull’amore», ha commentato il fratello Iván V. Manzano, LC.
«Penso alla vocazione laicale come a una chiamata alla santità attraverso le attività quotidiane di una vita normale: gli amici, la famiglia, il lavoro, imparando l’arte di percepire la chiamata di Dio in tutto e di offrirgli tutto. Una vocazione a condividere la vita quotidiana con Dio, a trasformare le strutture della società e della cultura affinché siano aperte a ricevere il Vangelo. Una vocazione a essere una trasparenza di Gesù per coloro che ancora non lo conoscono» ha detto il fratello Diego López, LC.













