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«Cristo è nell’Eucaristia e nella Parola» — Quattro legionari di Cristo che hanno ricevuto il Lettorato ci condividono

Pubblicato il 8 Giugno, 2020
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«Cristo está en la Eucaristía y en la Palabra» — Cuatro legionarios de Cristo que han recibido el Lectorado nos comparten

«Cristo está en la Eucaristía y en la Palabra» — Cuatro legionarios de Cristo que han recibido el Lectorado nos compartenDurante il mese di maggio, 31 legionari di Cristo studenti di Teologia a Roma hanno ricevuto il ministero del Lettorato: un passo in più verso il loro ordinamento sacerdotale. Un ministero è una missione che si esercita in rappresentanza di qualcuno, e in questo caso è Cristo che sceglie i suoi ministri affinché proclamino e siano custodi della sua Parola.

Il Lettore ha il ministero di leggere la Parola di Dio nelle celebrazioni liturgiche, ma la Chiesa gli chiede anche di “educare nella fede i bambini e gli adulti; prepararli a ricevere dignitosamente i sacramenti, e annunciare la Buona Novella della Salvezza agli uomini che ancora la ignorano”.

I religiosi provengono da 12 paesi, e tra loro ci sono tre spagnoli: Manuel Frutos, Santiago Vázquez e Pablo Lorenzo Penalva, così come Michael Canzian, che ha svolto le sue pratiche apostoliche a Madrid. L’ufficio di comunicazione del Regnum Christi in Spagna ha recentemente parlato con loro, e ci hanno raccontato, tra le altre cose, la responsabilità che comporta questo passo: non è un servizio per fare qualcosa “bello”, ma che “richiede aver vissuto la Parola di Dio prima, nel cuore, nella preghiera, con il Signore”.

«Cristo está en la Eucaristía y en la Palabra» — Cuatro legionarios de Cristo que han recibido el Lectorado nos compartenSono quattro esperienze di vita diverse che arrivano a coincidere nel fondamentale: un incontro con Cristo appassionante. Il Fratello Pablo Lorenzo Penalva è di Barcellona e ha 29 anni. Ha studiato presso il collegio Reale Monastero di Santa Isabel e le prime volte che leggeva in Messa, nel ECYD o nel Regnum Christi, “sono state esperienze che mi hanno aiutato a dare il ‘sì’ quando ho sentito la Sua chiamata per seguirlo più da vicino”. Per quanto riguarda il Fratello Manuel Frutos, è un murciano di 43 anni che “dalla conoscenza del RC sono passato a partecipare al RC, dalla partecipazione al RC sono passato a incorporarmi, e poi, probabilmente quando il Signore aveva già lavorato abbastanza, ho sentito una chiamata di consegna radicale attraverso il sacerdozio nella Legione di Cristo”.

Per quanto riguarda il Fratello Michael Canzian, ha 28 anni ed è del nord-est d’Italia. Ha conosciuto i legionari grazie a sua madre, che lo ha invitato a un gruppo di preghiera: “In questa esperienza mi è sparita l’idea che chi pregava fosse… ‘qualcuno sfigato’, dato che la felicità che vedevo nelle persone mi ha molto impressionato”. Successivamente ha incontrato un legionari spagnolo che parlava in ‘itañol’: “La sua omelia è stata breve, divertente e mi ha lasciato qualcosa”. E la sua vita è cambiata. Il Fratello Santiago Vázquez è di Madrid e ha 26 anni. Ha conosciuto il Regnum Christi e i legionari a Everest School Monteclaro quando vi è arrivato in 4ª elementare.

“Dio, con la sua Parola, semina la mia terra”

«Cristo está en la Eucaristía y en la Palabra» — Cuatro legionarios de Cristo que han recibido el Lectorado nos compartenPer avviare la conversazione abbiamo voluto arrivare al cuore dei fratelli chiedendo: “Cosa significa per voi ricevere questo ministero?”. Il Fratello Pablo apre la conversazione spiegando che “ha rappresentato un passo in più verso il già ordinamento sacerdotale. È un passo che richiede una maggiore responsabilità e con essa un desiderio di lasciarmi trasformare più e meglio da Cristo”. E in questa stessa linea, il Fratello Michael specifica che “è un’opportunità per interiorizzare ciò che sarà fondamentale per la tua vita: lasciare che Dio con la sua Parola semini la terra della tua vita, la inondi, la fertilizzi affinché possa dare frutto per le persone che mette sul tuo cammino, affinché sia fonte di seme per gli altri”.

lasciare che Dio con la sua Parola semini la terra della tua vita.

Il Fratello Santiago guarda dentro di sé: “È un dono immeritato di Dio e un forte invito a continuare a approfondire sempre di più nello studio e nella preghiera con la Parola di Dio”. Per quanto riguarda il Fratello Manuel, egli sottolinea un altro aspetto: “La grande fiducia della Chiesa nel concedermi in modo stabile un ministero sacro e vitale all’interno della comunità cristiana: proclamare la Parola di Dio, un messaggio fondamentale per la vita della Chiesa che è il nutrimento spirituale dell’assemblea eucaristica”.

Cristo presente nell’Eucaristia e nella Parola

Mentre continua la conversazione, questa prospettiva ha portato alla discussione un altro tema: l’importanza della proclamazione della Parola di Dio nella Messa, un momento che per molte persone sembra essere secondario rispetto ad altri come la Comunione. È lo stesso Fratello Manuel a chiedere che ci siano buoni Lettori nelle messe “perché ciò che leggiamo e ascoltiamo nella Scrittura si metta in pratica”. E lo giustifica con la benedizione che hanno ricevuto quando sono stati istituiti Lettori: “Benedici questi Lettori, che proclamando le tue parole di vita, rafforzino la loro fede affinché possano leggere con convinzione e audacia, e affinché possano mettere in pratica ciò che leggono”.

Il Fratello Michael esclama che “la Messa è un mistero di salvezza… e questo è prezioso! Vivere la Messa come uomo salvato, redento, dove ti alimenti della Parola di Dio e del Corpo di Cristo. Lui è presente realmente sia nelle specie Eucaristiche che nella sua Parola”. E ci dà un esempio per illustrare il valore delle letture della Messa: “Mi ha molto colpito vedere, nel Centro Aletti, di Rupnik, a Roma, l’ambone di fronte all’altare, come comunicandosi: così si può sperimentare che il Verbo, la Parola, si fa carne”. Per questo, “è importante che chi vada a leggere sia consapevole che sta proclamando la Parola di Dio -aggiunge il Fratello Pablo- e che la proclama a una assemblea: quanto meglio si proclama, meglio sarà ricevuta”.

La Parola tocca chi la ascolta

Il filo della discussione cambia con quest’ultimo commento sul carattere apostolico del ministero, poiché il Fratello Canzian chiede che comprendiamo che non si tratta di un servizio per fare qualcosa “bello”, ma che “richiede averla vissuta prima, nel cuore, nella preghiera, con il Signore”. E così, da questa esperienza, la Parola diventa evangelizzatrice: “È un invio a predicare la Parola di Dio, che mi piace sintetizzare in ‘essere custode e apostolo al servizio della Parola’”.

Il Lettorato è “il servizio di prestare le labbra a Dio affinché si comunichi con il suo popolo”, afferma tassativamente il Fratello Manuel. E per proclamare efficacemente la Parola di Dio, “il Lettore deve comprendere il significato del passo, e che ciò che si proclama nelle letture è destinato a influenzare chi ascolta affinché si sforzi di adeguare la propria vita a ciò che si celebra e, in cambio, porti alla liturgia tutto ciò che fanno nella vita”.

Il Lettorato è “il servizio di prestare le labbra a Dio affinché si comunichi con il suo popolo”.

Il Fratello Santiago interviene in questo momento per avvertire che “mancano Lettori che preparino i bambini e gli adulti a ricevere dignitosamente i sacramenti -che come abbiamo visto è parte della missione del Lettore-, e manca prendere coscienza che l’ambone non è un mobile che facilita la lettura, ma la sede della Parola di Dio, perché Dio non risiede solo nell’Eucaristia, ma anche nella sua Parola e per questo la sua Parola è viva ed efficace”.

Dio non risiede solo nell’Eucaristia, ma anche nella sua Parola e per questo la sua Parola è viva ed efficace.

La comunità deve scegliere chi proclama la Parola

Parlare di questo servizio, che è chiaramente evangelizzatore, ha senso con i seminaristi, ma emerge un nuovo tema in questa discussione di giovani teologi: “Cosa succede con i laici che anch’essi leggono le letture della messa come voi, in cosa si differenziano uno dall’altro?”.

Il Fratello Santiago approfondisce l’aspetto fondamentale: “Ogni Lettore seminarista o laico deve amare, conoscere e approfondire la Parola di Dio, ma il seminarista sa che il ministero del Lettorato è solo una degustazione, una parte di ciò che è il dono del sacerdozio. Ricevere il Lettorato in chiave sacerdotale fa la differenza”. Il Fratello Pablo lo esprime così: “In pratica non c’è differenza, ma ai seminaristi aiuta ad avere maggiore consapevolezza e maggior contatto con il sacro”. E il motivo, aggiunge il Fratello Michael, è che “il ministro ha una benedizione speciale e specifica nel farlo in nome della Chiesa”.

Il seminarista sa che il ministero del Lettorato è una degustazione, una parte di ciò che è il dono del sacerdozio.

Quando ormai ci stiamo avvicinando alla conclusione, il Fratello Manuel apre una nuova prospettiva: “La celebrazione liturgica è un’azione sacra, sì, ma non solo del clero, ma di tutta l’assemblea. Si tratta di un’azione comunitaria. Per questo è naturale che i compiti non propriamente per i ministri ordinati siano svolti dai fedeli laici”. E chiarisce anche una prassi della Chiesa: “Non tutti possono essere chiamati a questo ministero, perciò ogni comunità deve discernere su coloro che veramente possiedono il dono di questo ministero, che sono veramente qualificati e accuratamente preparati, che sono portatori della parola, non solo ascoltatori”, sottolinea. Pertanto, “la differenza non si trova tanto nello stato di vita, sia laicale o consacrato, quanto nella vocazione concreta che si ha all’interno della comunità per portare agli altri la Parola di Dio”, conclude.

Fonte: RegnumChristi.Es

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