“Siate servitori della compassione e della misericordia”. “Oggi non portiamo, come Mosè, tavole di pietra”, bensì “portiamo le vostre vite, le vite di tutti voi con cui il Signore vuole scrivere la sua diaconia”. Con queste parole, il cardinale Carlos Osoro, Arcivescovo di Madrid, iniziava una predicazione intonata, dal principio alla fine, con gli accordi di un Dio appassionato di tutte le situazioni degli uomini. La solenne cerimonia di ordinazione di 20 diaconi, tra cui il legionário di Cristo Nicolás Núñez, si è svolta lo scorso sabato 10 giugno, nella cattedrale dell’Almudena. Un’omelia in cui il cardinale ha sottolineato l’importanza del diacono nel suo compito di accompagnamento delle persone e del loro incontro personale con Cristo.
Raccontate la misericordia di Dio
Il Signore “trasformerà nella vostra vita quella diaconia di Lui, quel volto di servizio e di consegna ai più poveri, a coloro che più ne avevano bisogno”. Il prelato li ha incoraggiati a non custodire la vita per sé stessi e a esporla. “La vita non è vostra, è del Signore”, ha detto. “E il Signore vuole che sia della gente, degli uomini, e per tutti gli uomini”. Perché “non siete diaconi solo per un servizio concreto; il Signore vuole che vi lanciate in questo mondo e a tutti gli uomini che incontrate lungo il cammino per raccontare loro, con la vostra stessa vita, cosa sono la compassione e la misericordia di Dio”. Il come e il dove avevano un solo cammino e una sola risposta, e lo facevano veri agli occhi emozionati del porporato: “Nel servizio concreto e nelle sue necessità concrete”.
Il cardinale, con la mano di Mosè e rafforzato dalla promessa dell’Antico Testamento, ha incoraggiato i diaconi a “sentire”, “accogliere” e “vivere” ciò che ha vissuto il profeta: “Inchinarsi davanti al Signore, gettarsi a terra”. In questo modo, “prendete come grande passione della vostra vita l’intercedere come Cristo per i più bisognosi; in bisogni diversi, non solo materiali, ma anche quelli derivanti dal non sapere di essere figli di Dio e fratelli degli uomini”.
Amate come Lui ha amato
In questo senso, ha affermato che quella diaconia che il Signore consegna loro ha un canto speciale, fatto vita con una serie di note: “Siate diaconi dell’ospitalità, dell’ascolto, della gioia, della speranza, del discernimento”. Uscite da voi stessi, ha sottolineato, “per accogliere con gioia la parte di verità dell’altro, che l’altro mi comunica”, e “camminate insieme all’altro, insieme, verso la verità piena, che è Gesù Cristo, a cui voi volete servire”. Questa, ha evidenziato, “è la grande ospitalità che il Signore vi chiede: è una nota essenziale nella vostra vita”.
Così, piantandosi nel cuore di ciascuno dei presenti, ha sottolineato: “Siate diaconi della gioia, di quella gioia, che è la gioia del Vangelo”. Perché il mondo oggi “ha bisogno di quella gioia che nasce dall’incontro con Cristo e con i fratelli, dall’ascolto aperto e sincero della parola di Dio”. La gioia, ha confermato, “è una bella realtà che deve essere nella vostra vita di diaconi”. E in questa sfida da affrontare, ha affermato: “Non fate una Chiesa triste, perché è una Chiesa triste. Non fatelo”. E amate “come Lui ha amato e senza conservare nulla” perché, come san Paolo, “considerate che tutto è una perdita se non abbiamo Cristo Gesù”. E uscite “come Gesù”, ha concluso, “non giudicando, ma amando”.
Con il P. Nicolás Núñez, L.C., sono stati ordinati diaconi seminaristi del Seminario Conciliar de Madrid, del Seminario Missionario Redemptoris Mater e due religiosi dei Discepoli dei Cuori di Gesù e Maria.













