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Notizie

A favore o contro (Mc 9,38-43.45.47-48)

Pubblicato il 23 Settembre, 2015
Hora Eucarística

Vangelo: Mc 9,38-43.45.47-48
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: “Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demoni nel tuo nome, e abbiamo cercato di impedirglielo, perché non è dei nostri”. Gesù rispose: “Non glielo impedite, perché chi fa miracoli nel mio nome non può subito parlare male di me. Chi non è contro di noi è con noi. E, inoltre, chi vi dà da bere un bicchiere d’acqua perché appartenete al Messia, vi assicuro che non perderà il suo premio. Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, gli sarebbe più conveniente che gli fosse legata al collo una pietra da mulino e fosse gettato nel mare. Se la tua mano ti fa cadere, tagliala: è meglio entrare mutilati nella vita, che andare con le due mani all’inferno, al fuoco che non si spegne. E, se il tuo piede ti fa cadere, taglialo: è meglio entrare zoppi nella vita, che essere gettati con i due piedi nell’inferno. E, se il tuo occhio ti fa cadere, strappalo: è meglio entrare ciechi nel regno di Dio, che essere gettati con entrambi gli occhi nell’inferno, dove il verme non muore e il fuoco non si spegne”.

Frutto: Rafforzare la mia decisione di dire sì a Cristo nei piccoli dettagli.

Linee guida per la riflessione:
Il bene può essere realizzato da tutti, specialmente da coloro che vivono uniti a Dio, che si lasciano interpellare da Lui. Non dobbiamo impedire che si faccia il bene. Uniamoci affinché nelle nostre società brilli la carità al di sopra dell’egoismo.

1. Il zelo di san Giovanni
Gli apostoli hanno già compiuto le loro prime missioni; sono andati a predicare in alcune località vicine, e hanno anche compiuto alcuni miracoli e guarigioni. Ma a Giovanni, e forse anche agli altri, sono saliti agli occhi i loro “privilegi di apostolo”: non accettano facilmente che altri scaccino demoni. È il falso zelo che può affiorare nel nostro cuore: “Io sono buono, e ho questo diritto di predicare. Quello che faccio io va bene, e quello che fanno gli altri…”. Gesù approfitta per continuare a modellare il cuore dei suoi Dodici: li invita a guardare con benevolenza l’azione degli altri, a scoprire il bene che fanno gli altri. Esaminiamo il nostro interno: quando vedo qualcuno che compie un’opera buona, qual è la prima cosa che penso? La apprezzo nel mio cuore? Oppure cerco il dettaglio che sta sbagliando, pregiudicando la sua buona intenzione? Talvolta il male che vediamo negli altri esiste solo nella nostra immaginazione, nella nostra rigidità nel giudicare gli altri.

2. Le due opzioni: a favore o contro
Dopo averci insegnato cosa significa la bontà di cuore, Gesù Cristo ci mostra la radicalità della sua dottrina: “Chi non è con me, è contro di me”. Non c’è via di mezzo, a favore o contro. Potrebbe sembrare un’eccessiva radicalità, ma è il riflesso della nostra vita quotidiana. Da quando ci alziamo fino a quando ci corichiamo, decidiamo continuamente. E molte volte la decisione è tra due opzioni: o resto un po’ più a letto, alimentando la pigrizia, o mi alzo con diligenza per sfruttare il mio tempo. Oppure saluto con gentilezza i miei genitori o no. Oppure faccio buon viso al lavoratore che viene nel mio ufficio o no… Così è la nostra vita, un continuo decidere tra bene e male, tra un sì e un no, tra carità ed egoismo. In un altro passo del Vangelo, Gesù ci ricorda: “Sia la vostra parola: sì, sì; no, no; il di più viene dal Maligno” (Mt 5,37). Ecco dove sta il facile e il difficile della nostra vita cristiana. Non preoccupiamoci di quante volte dovremo dire sì a Cristo; basta pensare al prossimo SÌ che dobbiamo dargli. Nella vita cristiana, come in un’escursione, l’importante è fare bene il passo successivo, sapendo qual è il nostro obiettivo finale, e senza preoccuparci di quanti passi dobbiamo compiere. Bada a ciascun giorno il suo affanno.

Proposito: Sarò diligente e deciso nel portare a compimento i miei impegni cristiani.

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