A Roma si è svolta una significativa celebrazione che ha visto l’ordinazione di 16 nuovi sacerdoti dei Legionari di Cristo, segno concreto della vitalità della Chiesa e della dimensione internazionale della vocazione sacerdotale. La cerimonia, presieduta da Juan Vicente Córdoba Villota, ha riunito nella Basilica di San Paolo fuori le Mura fedeli provenienti da diversi Paesi, insieme a familiari e membri del Regnum Christi.
I nuovi sacerdoti, originari di diversi Paesi, giungono al sacerdozio dopo un lungo cammino formativo durato oltre dieci anni, aprendosi ora alla missione della Chiesa.
I nuovi sacerdoti legionari di Cristo:
- P. Patricio Bringas, L.C. (Messico)
- P. Ícaro de Faria, L.C. (Brasile)
- P. Daniel Fernández, L.C. (Colombia)
- P. Víctor Garrido, L.C. (Messico)
- P. Edgar Henríquez, L.C. (Cile)
- P. Jorge Leaños, L.C. (Messico)
- P. José Luis Martínez, L.C. (Panama)
- P. Renan Miranda, L.C. (Brasile)
- P. Robert Newman, L.C. (Venezuela)
- P. Dener Oliveira, L.C. (Brasile)
- P. José Romero, L.C. (Venezuela)
- P. Jordán Sánchez, L.C. (Messico)
- P. Enmanuel Toro, L.C. (Venezuela)
- P. Luis Eduardo Torres, L.C. (Messico)
- P. José Torres, L.C. (Argentina)
- P. Daniel Zapata, L.C. (Colombia)
Nel corso dell’omelia, il vescovo ha ricordato come la vita sacerdotale trovi il suo centro nell’Eucaristia, fonte e culmine di una donazione totale. Un invito a vivere il ministero come offerta concreta, capace di nascere dall’altare e di ritornare all’altare, configurando i sacerdoti a Cristo Buon Pastore.
La celebrazione, seguita anche da migliaia di persone attraverso i canali digitali, è stata caratterizzata da un clima di gioia, gratitudine ed emozione. Le testimonianze dei neo-sacerdoti hanno evidenziato il forte legame tra vocazione, famiglia e missione.
Particolarmente significativi anche i momenti successivi alle ordinazioni, come le prime Messe celebrate nelle chiese di Roma, accompagnate da gesti simbolici profondi che esprimono riconoscenza verso il ruolo fondamentale della famiglia nel cammino vocazionale.
L’evento rappresenta un segno di speranza per la Chiesa e un richiamo alla sua dimensione universale, che continua a generare vocazioni e a rinnovare la propria missione nel mondo contemporaneo.
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